Scatti di poesia | Musée
Il progetto, programmato con cadenza annuale, intende fungere da laboratorio di ricerca per la produzione di immagini fotografiche della Puglia, originali e creative, ispirate a testi poetici dedicati a diversi aspetti della regione. L’idea che sottende la mostra “fotoletteraria” Scatti di poesia mira, infatti, a produrre “visioni” artistiche della Puglia in virtù di un incrocio creativo tra poesia e fotografia, che – per la prima edizione – vede coinvolti dodici poeti pugliesi tra i più rappresentativi (Aldo Bello, Vittorio Bodini, Raffaele Carrieri, Girolamo Comi, Gianni Custodero, Giuseppe D’Alessandro, Luigi Fallacara, Umberto Fraccacreta, Carlo Francavilla, Rosella Mancini, Vittorio Pagano, Cristanziano Serricchio) e altrettanti fotografi pugliesi o di origine pugliese (Mimmo Attademo, Berardo Celati, Angela Cioce, Stefano Di Marco, Giuseppe Di Palma, Carlo Garzia, Cosmo Laera, Gianni Leone, Giuseppe Pavone, Michele Roberto, Pio Tarantini, Gianni Zanni).
Poeti, poesia, fotografi, mostra, castello monopoli
16658
portfolio_page-template-default,single,single-portfolio_page,postid-16658,qode-quick-links-1.0,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-11.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2,vc_responsive

Musée

Monica Garau

Rassegna
scatti di poesia 2018
Tags
Museo
I versi:

pour Mona

Au musée de Salacta
s’apprivoisent les dauphins
ils viennent flairer dans les mains
le temps qu’il fait
et les odeurs des chemins

mon enfant me montre dans la mosaïque
un point qui l’intrigue
est-ce la maison du dauphin

la maison du dauphin est en pierres
romaines
à sa fenêtre l’on a déposé
des petits pains

mon enfant s’est assise
face à la mosaïque
je suis sorti du musée
avec mon chapeau de paille
effilochée
sur la natte du café
l’homme aux épaules bleues me dit
en désignant derrière moi la mer

il est là qui te regarde
il est la mer
la mer

j’ai fermé mes yeux
sur le visage délicieux
de mon père
et j’ai rebroussé chemin

 

Moncef Ghachem

 

Museo

traduzione di Piera Mattei

per Mona

Al museo di Salacta/ si addomesticano i delfini/ vengono a fiutarti nelle mani/ che tempo fa/ e gli odori del cammino// mia figlia mi mostra nel mosaico/ un punto che la incuriosisce/ è questa la casa del delfino// la casa del delfino è in pietre/ romane/ alla finestra hanno deposto/ dei piccoli pani// mia figlia si è seduta/ di fronte al mosaico/ io sono uscito dal museo/ con il mio cappello di paglia/ sfilacciato// sulla tovaglia del caffè/ l’uomo dalle spalle blu mi dice/ additando dietro di me il mare// lui è lì ti guarda/ lui è il mare/ il mare// ho chiuso gli occhi/ sul volto che mi dà delizia/ di mio padre/ e sono tornato sui miei passi