Scatti di poesia | Il mio belvedere
Il progetto, programmato con cadenza annuale, intende fungere da laboratorio di ricerca per la produzione di immagini fotografiche della Puglia, originali e creative, ispirate a testi poetici dedicati a diversi aspetti della regione. L’idea che sottende la mostra “fotoletteraria” Scatti di poesia mira, infatti, a produrre “visioni” artistiche della Puglia in virtù di un incrocio creativo tra poesia e fotografia, che – per la prima edizione – vede coinvolti dodici poeti pugliesi tra i più rappresentativi (Aldo Bello, Vittorio Bodini, Raffaele Carrieri, Girolamo Comi, Gianni Custodero, Giuseppe D’Alessandro, Luigi Fallacara, Umberto Fraccacreta, Carlo Francavilla, Rosella Mancini, Vittorio Pagano, Cristanziano Serricchio) e altrettanti fotografi pugliesi o di origine pugliese (Mimmo Attademo, Berardo Celati, Angela Cioce, Stefano Di Marco, Giuseppe Di Palma, Carlo Garzia, Cosmo Laera, Gianni Leone, Giuseppe Pavone, Michele Roberto, Pio Tarantini, Gianni Zanni).
Poeti, poesia, fotografi, mostra, castello monopoli
16975
portfolio_page-template-default,single,single-portfolio_page,postid-16975,qode-quick-links-1.0,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-theme-ver-11.1,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2,vc_responsive

Il mio belvedere

Montalbano (MO)

Gabriele Ugolini

Rassegna
scatti di poesia 2019
Tags
Davide Rondoni, Gabriele Ugolini, Il mio belvedere, Montalbano
I versi:

Il mio belvedere

 

Anche un inglese 
dice Belvedere, dice
l’Italia in una parola, e il francese e
il germanico, ma io so
cosa costa al sangue alla mente 
al vento degli occhi
belvedere queste colline e il mare

 

– e il tuo volto quando si sta e non
si sta per voltare

 

Vai a Frascati ad Albano sui colli
romani, era privilegio da imperatori
e signorile avere
davanti alla fronte null’altro che 
il Belvedere. 
La vera ricchezza era 
quel che ti si offriva alla vista.

 

Gli altri vedano se stessi, 
le nuche, le nausee, gli sguardi stanchi, 
le schiene curve nei campi nel tempo,

 

o le grandi specchiere velate delle sale.

 

Il mio belvedere furono i tuoi occhionda –
la villa imperiale del mio cuore, piena di luci
e di balli, tacque un istante
sprofondò nella sera

 

da dove viene tutto, e va, si azzurra e si oscura

 

Davide Rondoni